Lapiana Pietro

Lapiana Pietro, nato a Borgia (prov. di Catanzaro) il 07/02/1950. Laureato in Pedagogia, ha insegnato per 25 anni nelle Scuole Elementari Statali e, per oltre dieci anni, Italiano e Storia negli Istituti Tecnici e Professionali.
Ha collaborato per molti anni, come corrispondente, a  vari giornali e riviste, tra cui Il Giornale di Calabria di Piero Ardenti, Oggisud, Il Paese, Il Meridionale, I Diritti della scuola, Il Corriere del Sud, Cronache italiane, Rinascita Sud, La Città del Sole. Nel 1994 è stato insignito “Benemerito Educatore” dal Comitato Veronese contro la fame e di azione per lo sviluppo, sotto il patrocinio della F.A.O. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, ottenendo diversi riconoscimenti. Una sua poesia è stata selezionata al 1° Concorso di componimenti d’amore e pubblicata nel libro “Scrivi col cuore”, 2013, Casa Editrice Kimerik. La poesia “La diaspora” è stata segnalata alla IX Edizione del Premio Letterario Internazionale “Gaetano Cingari”. La poesia “Le cantine e il vino del mio paese” è stata selezionata e pubblicata nell’Antologia del Concorso “Il vino, la sua terra e noi” dell’Associazione Italiana Sommelier Toscana di Arezzo. La poesia “Maggio” selezionata e pubblicata nell’Antologia” Poeti italiani 2014 Casa Editrice Kimerik. 
 
 
 
menzione d’onore
 
Il senso della vita
 
Le cose umane generano insoddisfazione
e il possesso materiale non dà gratificazione.
La travagliata vita del malessere è fautore 
e lieto, forse, è solo il cuore del benefattore.
 
Esse non appagano l’uomo pienamente
e non lo rendono felice definitivamente.
Lo turba il contrasto tra le caduche cose,
i desideri illimitati e le attese copiose.
 
Allora cos’è davvero importante?
Che senso ha vivere in modo stressante?
Perché esiste il male e la sofferenza?
Qual è il senso della nostra esistenza?
 
Solo nella coscienza si ritrova la risposta appagante
e il significato del vivere veramente rilevante,
nell’intimo l’esigenza di trascendere le cose terrene
e nel cuore il palpito religioso che induce al bene.
 
Per tutti, credenti,atei o praticanti
apostati, laici, cattolici o protestanti,
la fede è la soluzione alla ricerca della felicità 
e infonde speranza a chi vive la dura realtà.
 
Ognuno può professare la propria religione,
poiché la sua natura ha un’unica ragione,
di additare sempre la spirituale verità
conducendo l’uomo a operare la bontà.
 
Nessuno può negare, senza contraddirsi,
né nelle scorciatoie del pensiero smarrirsi,
che la pratica religiosa è sempre edificante
e rende l’uomo dell’amore e della pace anelante.