Carrano Gennaro

nato il 24-06-1989 A Napoli. Dopo aver conseguito il diploma scientifico-linguistico,inizia la sua carriera universitaria all’Orientale. Nel 2006 arriva finalista alla 2° edizione di giornalismo locale “Natale Cerbone”. Nel 2012 viene inserita la lirica “Gelo-Sia” nell’antologia “Poeta anch’io 2012.” A Luglio 2013 vince la “Menzione di Merito” nella sezione Adulti alla xix° edizione del premio internazionale di poesia Poseidonia-Paestum con la lirica “Sposa del Paradiso”. A Settembre 2013 vince il “Premio speciale” della 1° edizione del concorso di poesia “Ave o Vergine Maria” con la lirica “Maria, Faro dell’umanità”. Ad Ottobre 2013 vince “la Menzione d’Onore” nella sezione “Poesia Dialettale-Adulti” della V Edizione del Premio Nazionale di Poesia dedicato alla memoria di Patrizio Graziani con la lirica “ ‘A Tavola Imbandita”.
Nel Febbraio 2014 vince il premio del VII concorso nazionale “Poeta anch’io” con la lirica “Sono con te”. Nel 2014 viene inserita la lirica “Sull’amore impavido” nell’antologia “Squarciare i silenzi 2014”.
Nell’Ottobre 2014 vince la “Menzione d’Onore” del 1° concorso di poesia dedicato a San Francesco” con la lirica “Il Pastore Christi”. La passione per la poesia si fonde con l’amore per le lingue straniere e dà vita così ad opere sperimentali in varie lingue quali inglese, francese, tedesco e russo senza mai abbandonare le sue radici italiane anzi intraprendendo anche un percorso che lo porterà alla stesura di opere in vernacolo napoletano. Le poesie sono perlopiù prive di qualsiasi ingegnosa costruzione stilistica, vi sono versi liberi e talvolta rima, poiché convinto che l’opera di “getto” risulti più naturale, originale e d’impatto se istintiva e non trattata,fuori dunque da ogni schema. I temi trattati sono fondamentalmente sociali quali: lo stupro, il femminicidio, la diversità, la violenza in genere ma non mancano liriche dal tono più leggero in cui si espongono emozioni, gelosie e sentimenti d’amore e amicizia.
 
 
 
3° classificato
 
Il Pastore Christi
 
Lode a te ultimo tra gli ultimi
che nell’umile tua dimora
riparo fosti de li deboli animi.
 
Né di pecunie, né d’amor carnali
fu adornata l’immagine tua e ‘lle tue mani.
 
Predicasti ai cor de li omini di danar malati
et ogni parola benedetta dal Signore
a contemplarla persino gli animali.
 
Li piedi tuoi scalzi, instancabili come ruote
percorsero lungi mondi
per donar loro il Vangelo del Fraterno amore.
 
Tu, spada e scudo Christi
forgiato di croce e Spiritus Sancti
i feroci lupi d’Oriente ammansisti
sino a volgerli in docili belve
et augelli da li dolci canti.
 
D’ispirazione e d’esempio sia la semina
dell’anima fertile del povero pastore
perché sia nei Cieli più ricco
del suo sterile padrone.